Città di Porcia

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05/12/2013

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Non c'è solamente la ludopatia fra le conseguenze negative del gioco d'azzardo. Oltre a colpire pesantemente i bilanci familiari, il fenomeno incide anche su quelli degli enti pubblici, partendo dallo Stato e fino alle amministrazioni comunali. Molte delle concessionarie che gestiscono i giochi in Italia, infatti, hanno costituito la loro sede legale in paradisi fiscali: questo rende possibile l'elusione di una parte consistente della tassazione e determina una costante emorragia di danaro dalle casse statali.

A questo vanno aggiunte le conseguenze della vicenda che ha visto dieci concessionarie di giochi telematici condannate dalla Corte dei conti – con la sentenza 214 del 2012 – al risarcimento di un danno erariale per complessivi 2,5 miliardi di euro per la violazione di alcuni obblighi legati alla gestione della rete, e in particolare per il mancato allacciamento dei dispositivi di gioco al sistema telematico di controllo della Sogei e la conseguente mancata riscossione del Preu (Prelievo erariale unico). Il Governo, nel decreto Imu, aveva previsto una sorta di sanatoria al 25 per cento del dovuto per chiudere il contenzioso con i concessionari, ulteriormente ridotta al 20 per cento in caso di prova dell'avvenuto versamento in un'unica soluzione. Alla fine dell'introito previsto di 600 milioni di euro ne sarebbero arrivati solo 250.
Entrambe le questioni, elusione fiscale da parte di molti concessionari e condanna per il mancato allacciamento – sono state documentate da numerose inchieste giornalistiche. Di qui la scelta dell'amministrazione di Porcia – che, come tutte le amministrazioni comunali, si trova costretta ad aumentare la tassazione per garantire i servizi essenziali – di dedicare uno spazio all'approfondimento di questi temi, attraverso la prossima pubblicazione di materiale informativo per favorire la consapevolezza dei cittadini.